domenica 18 agosto 2013

Ali

Fedele servitore del Conte di Montecristo, gli è sempre al fianco e lo aiuta nei suoi cambi di ruolo; davanti a lui Edmond Dantes non ha segreti: lo schiavo di origini nubiane è infatti muto a causa di un misfatto compiuto in Oriente.

Africa, di Rosalba Carriera

Mentre è sotto le spoglie di Simbad il marinaio, il Conte spiega a Franz d'Epinay - che si era ritrovato a Montecristo durante la sua permanenza in Italia, le origini di Alì:

"[..] Sembra che il malandrino avesse ronzato intorno all'harem del bey di Tunisi più di quanto fosse conveniente per un giovanotto del suocolore; così era stato condannato dal bey al taglio della lingua,della mano e della testa: la lingua il primo giorno, la mano ilsecondo, e la testa il terzo. Avevo sempre desiderato avere unmuto al mio servizio: aspettai che gli venisse tagliata la lingua eandai a proporre al bey di darmelo in cambio di un magnificofucile a due colpi che il giorno prima mi era sembrato avessesuscitato i desideri di Sua Altezza. Esitò un attimo, perché gli premeva di farla finita con quel povero diavolo. Ma io aggiunsi alfucile un coltello da caccia inglese con il quale avevo spezzato lo yatagan di Sua Altezza; allora il bey si decise a graziarlo dellamano e della testa, a condizione che non mettesse più piede aTunisi. La raccomandazione era inutile. Quando il miscredentescorge le coste dell’Africa, anche da molto lontano, corre anascondersi in fondo alla stiva, e non si riesce a farlo uscire di lìse non quando si è perso di vista il terzo continente".

Ecco spiegato dunque il motivo della fiducia che Montecristo ripone nel servitore. Abbiamo più volte prova dell'abilità del nubiano, sia come servitore fedele che come combattente. É per esempio lui a salvare madame Villefort e suo figlio quando si ritrovano sulla carrozza impazzita, ed è sempre lui che serve nella casa di Dantes quando qualche ospite gli fa visita.
Per il Conte la sua presenza è fondamentale, soprattutto quando gli è necessario passare repentinamente da un'identità dall'altra o da un'abitazione all'altra. Curioso è il fatto che il nubiano si trovi sempre nei pressi di Montecristo, l'unica figura che sembri stabile a parte Haydèe; mentre Bertuccio, Peppino e gli altri servano solamente temporaneamente Edmond, lo schiavo rimane al suo servizio per tutta la narrazione, anche quando la felice coppia si ritira. Non è un casa - si crede - che Dumas abbia voluto attribuire ad un uomo di colore un compito così arduo quale quello di seguire in tutto e per tutto il vendicatore; l'autore stesso ha origini africane.