martedì 23 luglio 2013

Amore e alienazione

Montecristo si dichiara, durante gli anni trascorsi a preparare il suo piano di vendetta, un esule dell´umanitá. Si sente escluso non solo da tutti paesi, da tutte le societá e gli individui, ma anche e soprattutto dai sentimenti umani. Non é in grado di provare gioia, pietá o eccitazione; le sole due sensazioni che prova sono la vendetta e - raramente - la gratitudine. Non é un azzardo pensare al suo estremo isolamento e al suo cinismo come una conseguenza del ruolo di agente della Provvidenza che ha assunto: la devozione assoluta ad un progetto per quasi dieci anni deve aver reso la mente di Dantés drammaticamente cupa.

Ora, l´alienazione di Edmond dall´umanitá non é solamente dovuta alla sua ossessiva sete di vendetta, ma anche alla mancanza di amore e affetto nella sua vita. Per anni Dantés medita sulle cattiverie che i suoi nemici gli hanno fatto; per anni realizza quanto malvagi possano essere gli uomini. Ma solo quando Faria muore, quando gli viene a mancare il supporto della sua guida, egli inizia a distaccarsi dal suo lato piú umano. Fino alla morte dell´abate, infatti, l´affetto nei suoi confronti lo manteneva legato alla sfera dei sentimenti, ma quando scopre che suo padre é morto e che Mercedes ha sposato Fernand, la sua alienazione é ormai completa. Non c´é piú nessuno al mondo che lo ami e lui smette di cercare quanto di dolce e umano era in lui.

L´aspetto meno cinico di Montecristo sembra peró riapparire quando si innamora di Haydée. Questa relazione appare come un nuovo e rinnovato legame con la sua umanitá e gli permette di sentire di nuovo emozioni autentiche. In una sincera dichiarazione dei propri sentimenti, Montecristo dice alla schiava:"Attraverso voi io posso riconnettermi con la vita, attraverso voi io posso soffrire, attraverso voi potró essere di nuovo felice." Dantés supera infine il cinismo, la lontananza dalla propria umanitá e dal proprio amore grazie alla dolce Haydée.