venerdì 8 agosto 2014

Marsiglia - L'arrivo (II)

Eccoci qui, con il secondo brano della nostra versione!
Questa volta abbiamo usato come riferimento la traduzione fantasma di Franceschini, per la quale nutriamo una vera e propria insofferenza. Fateci sapere cosa ne pensate!


[...] <<Se ora volete salire, signor Morrel - disse Dantès vedendo l'impazienza dell'armatore -  ecco il vostro scrivano Danglars che esce dal suo camerino; vi darà tutti i chiarimenti che desiderate: quanto a me bisogna che sorvegli le manovre di ancoraggio e che metta la nave a lutto.>>

L'armatore non se lo fece ripetere due volte: afferrò una cima che gli gettò Dantès e
salì gli scalini sul fianco della nave con una sveltezza che avrebbe fatto onore anche ad un uomo di mare.L'altro intanto ritornò al suo posto di secondo e la conversazione coinvolse colui che era stato presentato con il nome di Danglars, che appunto uscì dalla sua cabina e si avvicinò all'armatore.
Egli era un uomo di venticinque-ventisei anni, una figura molto cupa, servizievole verso i suoi superiori, insolente con i sottoposti; di modo che, oltre al suo ruolo di computista, di per sé motivo di avversione per i marinai, era tanto malveduto dall'equipaggio per il suo comportamento tanto quanto, al contrario, Edmond Dantès era amato.
<<Ebbene signor Morrel - disse Danglars - siete già a conoscenza della disgrazia, no?>>

<<Sì, sì, povero capitano Leclère! Era un uomo buono e onesto.>>
<<E soprattutto un eccellente uomo di mare, invecchiato fra il cielo e l'acqua, come dev'essere per un uomo incaricato di curarsi degli affari di una casa così importante come la Morrel e figlio>> rispose Danglars.
<<Ma - disse l'armatore tenendo gli occhi rivolti a Dantès, che controllava lo stato delle manovre di ancoraggio - mi sembra che non occorra essere un marinaio così navigato come dite, Danglars, per conoscere bene il mestiere. Ecco il nostro amico Edmond che fa il suo, e mi sembra non abbia bisogno del consiglio di nessuno.>>
<<Sì - disse Danglars gettando su Dantès uno sguardo bieco in cui balenò un lampo d'odio - sì, è giovane e perciò non teme nulla. Appena morì il capitano, prese il comando senza consultare nessuno e ci fece perdere un giorno e mezzo all'isola d'Elba, invece di ripiegare direttamente a Marsiglia.>>
<<Quanto a prendere il comando della nave - disse l'armatore - era suo dovere farlo in quanto secondo; quanto al perdere un giorno e mezzo all'isola d'Elba, ha fatto male, a meno che l'imbarcazione non avesse qualche avaria da riparare.>>
<<La nave stava bene come sto io e come desidero che voi stiate sempre, signor Morrel, e questa giornata e mezzo la perdemmo per un capriccio, per il solo piacere di andare a terra, ecco tutto.>>
<<Dantès - disse l'armatore rivolgendosi verso il giovanotto - venite qui.>>
<<Scusate, signore - disse Dantès - sarò da voi fra un istante.>>

Poi all'equipaggio: <<Gettate l'ancora!>>
Immediatamente l'ancora fu lasciata cadere e la catena scivolò con rumore. Dantès restò al suo posto, nonostante la presenza del pilota, fino a che la manovra fu conclusa, poi disse: <<Abbassate la fiamma a mezz'albero, la bandiera a mezz'asta, incrociate i pennoni!>>

<<Vedete - disse Danglars - si crede già capitano,ci scommetto.">>
<<E lo è, infatti>> disse l'armatore.

<<Si, signor Morrel, salvo che per la vostra firma e quella del vostro socio.>> <<Diamine! Perché non dovremmo lasciargli il posto? - disse l'armatore - É giovane, lo so bene, ma mi sembra adatto all'incarico e molto esperto nel suo mestiere.>> 
Una nube passò sulla fronte di Danglars.
<<Scusate, signor Morrel - disse mentre si avvicinava il giovane Dantès - la nave è all'ancora e io sono da voi. Mi avevate chiamato, no?>> 
Danglars fecce un passo indietro.
<<Io volevo domandarvi perché vi siete fermato all'isola d'Elba.>>
<<Neanch'io lo so: è stato per eseguire un ultimo comando del capitano Leclère, che mi aveva affidato in punto di morte un plico per il gran Maresciallo Bertrand.>>
<<L'avete dunque visto, Edmond?>>
<<Chi?>>
<<Il gran Maresciallo.>>
<<Sì.>>
Morrel si guardò intorno, poi prese da parte Dantès.
<<E come sta l'Imperatore?>> domandò fortemente interessato.
<<Bene, per quanto ho potuto giudicare con i miei occhi.>>
<<Quindi avete visto anche l'Imperatore?>>
<<Entrò dal Maresciallo mentre vi ero io.>>
<<E gli avete parlato?>>
<<In realtà fu lui a parlarmi" rispose Dantès, sorridendo.
<<E cosa vi disse?>>
<<Mi ha fatto delle domande sul bastimento, sulla data della partenza da Marsiglia, sul viaggio che aveva fatto e sul carico che portava. Credo che, se fosse stato vuoto e io ne fossi stato il padrone, l'avrebbe voluto comprare. Ma gli dissi che io non ero che un semplice secondo, e il bastimento apparteneva alla casa Morrel e figlio. "Ah! - disse - la conosco. I Morrel sono armatori di padre in figlio, ed ho conosciuto un Morrel, che serviva nel mio stesso reggimento quando ero in guarnigione a Valence.">>
<<E vero, è vero!>> esclamò l'armatore tutto contento.


Vi ricordiamo che potete trovare la versione in itinere del nostro lavoro nella sezione la nostra versione.
A presto!