giovedì 13 novembre 2014

Padre e figlio (III)

Ed infine l'ultima parte del secondo capitolo. Come al solito siamo aperti a consigli e correzioni... non esitate!

«Ebbene - disse Danglars - l'hai visto? »
«Ci siamo appena incontrati. »
«Ti ha parlato della sua speranza di diventare capitano? »
«Parla come se già lo fosse. »
«Pazienza, pazienza! - disse Danglars - Mi sembra che fantastichi un po’ troppo. »
«Diavolo! Sembra che il posto gli sia stato promesso dal signor Morrel in persona. »
«Sarà contento per quello. »
«Cioè, è molto insolente. Mi ha già offerto aiuto come se fosse un personaggio importante, e pure denaro in prestito, come se fosse un banchiere. »
«E tu avrai rifiutato. »
«Certamente, anche se avrei potuto accettare; sono stato io che gli ho messo fra le mani le prime monete bianche che ha toccato; ma Dantès non avrà più bisogno di nessuno adesso che diventerà capitano. »
«Balle! - disse Danglars - Non lo è ancora. » 
«In fede mia sarebbe una bella cosa non lo diventasse più - disse Caderousse - altrimenti non ci sarebbe più modo di potergli parlare. »
«Se lo vogliamo veramente - disse Danglars - resterà ciò che è, e forse diventerà ancora meno di quello che è. »
«Che stai dicendo? »
«Niente, parlavo tra me e me. È sempre innamorato della catalana? »
«Innamorato pazzo; è andato da lei. Mi sbaglierò, ma secondo me avrà dei dispiaceri su quel fronte. »
«Spiegati. »
«E perché? »
«È più importante di quello che credi. Di certo non ami Dantès alla follia. »
«Io non amo gli arroganti. »
«Allora raccontami ciò che sai sulla catalana. »
«Nulla di certo, ho soltanto visto alcune cose che mi fanno credere, come ti dicevo, che il futuro capitano avrà dei dispiaceri nei dintorni delle Vieilles-infirmeries. »
«E cosa hai visto? Dai, dimmelo. »
«Ebbene, ho visto che tutte le volte che entra in città, Mercedes è accompagnata da un robusto e minaccioso catalano dagli occhi neri, la pelle rossa, molto scuro, ardentissimo, e che lei chiama mio cugino. »
«Ah, veramente? E credi che questo suo cugino le faccia la corte? »
«Immagino. Che diavolo vuoi che faccia un ragazzo di ventun anni con una bella ragazza di diciassette? »
«E dici che Dantès è andato dai Catalani? »
«È uscito da casa sua poco prima di me. »
«Se andiamo dalla quella parte ci possiamo fermare alla Réserve di Papà Pamphile e aspettare notizie bevendo un bicchiere di vino di Malaga.»
«E chi ce le porterà? »
«Staremo sulla sua strada, e leggeremo sul viso di Dantès ciò che sarà successo. »
«Andiamo... - disse Caderousse – offri tu, vero? »
«Certamente... » rispose Danglars.
Ed entrambi si incamminarono con passo svelto verso il luogo indicato. Giunti là si fecero portare una bottiglia e due bicchieri. Papà Pamphile aveva visto passare Dantès neanche dieci minuti prima.
Sicuri che Dantès fosse dai Catalani, si sedettero all’ombra dei platani e delle piante di sicomori, sui cui rami un gioioso gruppetto di uccelli salutava i primi giorni della primavera.

Ecco il link al secondo capitolo (ora completo)
http://il-conte-di-montecristo.blogspot.it/2014/08/capitolo-ii-padre-e-figlio.html
A presto!