martedì 20 agosto 2013

Edouard de Villefort

É il piccolo di casa Villefort; essendo l'unico figlio della seconda moglie di madame de Villefort viene da lei viziato e trattato da principe. L'amore nei suoi confronti la porterà a gesti estremi, quale l'attentare alla vita di Valentine.


Principe Abdürrahim Efendi, di Fausto Zanonato

Il piccolo, figlio di Villefort e della sua seconda moglie, scorrazza libero per casa come un principino. Si comporta già come fosse il padrone di casa e, grazie alla madre, punta in effetti a diventare l'unico erede sia del tesoro dei Noirtier che della famiglia di origine della madre. Viene salvato dal Conte - messosi d'accordo con Alì - dalle bizzarrie di un cavallo che trainava la carrozza in cui era trasportato insieme alla madre.
L'obiettivo che la madre gli ha preposto, lo porta ad essere eccentrico ed estremamente bramoso di attenzioni, dalle più piccole carezze della madre ai giocattoli che gli regala il padre. Quando la reputazione della famiglia viene rovinata dal terribilmente celebre Affaire Benedetto, il ragazzo viene ucciso dalla madre, poichè oramai svanisce ogni possibilità di entrare in possesso dei beni di famiglia. La sua morte provocherà una seria riflessione nel Conte di Montecristo, che cessa in quel momento la sua opera di vendicatore, per ritornare al suo lato più umano: l'amore per Haydèe.

Maggiore Cavalcanti

Antico aristocratico italiano caduto in decadenza, che viene preso sotto l'ala protettiva di Montecristo per fungere ai suoi scopi: egli farà infatti entrare - grazie alle sue nobili origini - Benedetto nella società parigina.


Autoritratto, di Rembrandt

Si viene a conoscenza della sua esistenza quando Montecristo chiede a Danglars di aprire un conto a suo nome, con la scusa delle difficoltà di transazione del denaro dalle banche italiane a quelle parigine.
Subito viene convinto dal vendicatore a fingere di avere un figlio, Andrea - in realtà Benedetto, e una grossa fortuna economica per entrare nella società di Parigi. Poche sono le parole che dice quando viene presentato agli amici del Conte, ma importante è la sua presenza in quanto garante della nobiltà di Andrea Cavalcanti.
Il suo nome deriva dalla nobile famiglia dei Cavalcanti, dei quali il più famoso esponente è il poeta stilnovista Guido, che si propone come capostipite della scuola al fianco di Dante Alighieri.

lunedì 19 agosto 2013

Luigi Vampa

Bandito romano, funge da braccio destro di Montecristo in Italia poichè in debito con lui della vita di un suo aiutante. Misterioso ma romantico, la sua storia viene raccontata in quella che si può considerare una novella autonoma all'interno del romanzo.

Il fabbro, della Scuola Napoletana

Il bandito fa la sua comparsa a Roma, dove sembra agire da capo indiscusso in periferia, ma assolutamente sottomesso all'autorità papale in città - allora capitale dello stato pontificio. Una piccola parentesi sulla figura: sembra che Dumas si sia ispirato a Gasparone, un bandito abruzzese; l'uomo sembra comunque colto e amante della cultura latina: il suo libro preferito è La guerra gallica di Cesare. Piastrini racconta ad Albert la storia del bandito: Vampa si era da giovane invaghito della bella Teresa, pastorella che lo aveva ammaliato e sedotto. Quando il giovane decide di entrare nella banda di Cucumello, bandito della zona romana, gli viene rapita la ragazza e resa schiava dei piaceri di tutta la banda; infangato l'onore della donna, Vampa si vede costretto a renderla quasi una novizia Lucrezia e la uccide per preservarne l'onore.
Chiede aiuto al Conte, durante un incontro avvenuto di notte al Colosseo, perchè salvi la vita a Peppino, un pastore che ha fornito alla sua banda dei viveri - ma accusato di esserne parte. Al costo di uno dei suoi leggendari diamanti, il signore di Montecristo riesce a rendere salva la vita del malcapitato, guadagnandosi così la fiducia e la lealtà di Luigi Vampa. Subito il romano entra nel piano di Edmond: fa catturare durante la notte dei lumi Albert e lo tiene rinchiuso nelle grotte fuori città. Solamente all'arrivo del Conte verrà liberato - garantendogli così un aggancio per entrare nella società parigina. Verso la fine del romanzo il brigante aiuta di nuovo Montecristo: rapisce Danglars e lo tiene rinchiuso finchè non ha l'ultimo colloquio con Edmond Dantes.

domenica 18 agosto 2013

Ali

Fedele servitore del Conte di Montecristo, gli è sempre al fianco e lo aiuta nei suoi cambi di ruolo; davanti a lui Edmond Dantes non ha segreti: lo schiavo di origini nubiane è infatti muto a causa di un misfatto compiuto in Oriente.

Africa, di Rosalba Carriera

Mentre è sotto le spoglie di Simbad il marinaio, il Conte spiega a Franz d'Epinay - che si era ritrovato a Montecristo durante la sua permanenza in Italia, le origini di Alì:

"[..] Sembra che il malandrino avesse ronzato intorno all'harem del bey di Tunisi più di quanto fosse conveniente per un giovanotto del suocolore; così era stato condannato dal bey al taglio della lingua,della mano e della testa: la lingua il primo giorno, la mano ilsecondo, e la testa il terzo. Avevo sempre desiderato avere unmuto al mio servizio: aspettai che gli venisse tagliata la lingua eandai a proporre al bey di darmelo in cambio di un magnificofucile a due colpi che il giorno prima mi era sembrato avessesuscitato i desideri di Sua Altezza. Esitò un attimo, perché gli premeva di farla finita con quel povero diavolo. Ma io aggiunsi alfucile un coltello da caccia inglese con il quale avevo spezzato lo yatagan di Sua Altezza; allora il bey si decise a graziarlo dellamano e della testa, a condizione che non mettesse più piede aTunisi. La raccomandazione era inutile. Quando il miscredentescorge le coste dell’Africa, anche da molto lontano, corre anascondersi in fondo alla stiva, e non si riesce a farlo uscire di lìse non quando si è perso di vista il terzo continente".

Ecco spiegato dunque il motivo della fiducia che Montecristo ripone nel servitore. Abbiamo più volte prova dell'abilità del nubiano, sia come servitore fedele che come combattente. É per esempio lui a salvare madame Villefort e suo figlio quando si ritrovano sulla carrozza impazzita, ed è sempre lui che serve nella casa di Dantes quando qualche ospite gli fa visita.
Per il Conte la sua presenza è fondamentale, soprattutto quando gli è necessario passare repentinamente da un'identità dall'altra o da un'abitazione all'altra. Curioso è il fatto che il nubiano si trovi sempre nei pressi di Montecristo, l'unica figura che sembri stabile a parte Haydèe; mentre Bertuccio, Peppino e gli altri servano solamente temporaneamente Edmond, lo schiavo rimane al suo servizio per tutta la narrazione, anche quando la felice coppia si ritira. Non è un casa - si crede - che Dumas abbia voluto attribuire ad un uomo di colore un compito così arduo quale quello di seguire in tutto e per tutto il vendicatore; l'autore stesso ha origini africane.

venerdì 16 agosto 2013

Lucien Debray

Amante della signora Danglars, è colui che accompagna la donna anche alle serate mondane, come agli spettacoli all'opera o le cene importanti. Non è facile capire il rapporto che ha con Danglars, sebbene sia chiaro che ne abbia preso il posto nel cuore di sua moglie.

Autoritratto, di Peter Francis Bourgeois

Da subito si capisce che l'uomo è meglio inserito nel clima familiare dei Danglars rispetto a Danglars stesso: lo stesso cane della baronessa si rivolge lui molto più dolce e rispettoso. Da subito marito e amante si incontrano e riconoscono l'uno il ruolo dell'altro, l'uno affettivo e l'altro - per così dire - istituzionale. Viene coinvolto dalla signora di casa nella bancarotta che incombe sulla banca; poichè infatti la donna sperpera il denaro di famiglia, è costretta a chiederli all'amante per restituirli.
Amico di Franz d'Epinay, è colui che ne organizza il ritorno a Parigi per il matrimonio con la giovane Valentine Villefort. Quando però scoppia lo scandalo sul figlio illegittimo di Villefort e la signora Danglars, l'uomo decide di sostenere la baronessa, ma questa lo respinge per riuscire a nascondere l'accaduto grazie alle influenze dell'ex procuratore del re. É Debray però a consigliare la donna quando Danglars se ne va da Parigi, è lui l'unico che rimane al fianco della donna quando Eugénie se ne va. Alla fine, quando fuggono, acquista la casa che Mercedes e Albert lasciano e si garantisce così una rendita abbastanza sostanziosa.