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giovedì 17 settembre 2015

Franz d'Epinay

Amico di Albert de Morcerf, lo accompagna nel suo viaggio in Italia. Si dividono solo quando Albert va a Napoli, mentre Franz si dirige a Firenze.

Autoritratto a Saint-Saveur, di Federic Bazille


Avendo deciso di andare con l'amico parigino in Italia, sceglie di passare per la bella città fiorentina, per seguire un nuovo itinerario nel suo grand tour. Dopo essere passato per la città sceglie di visitare anche Portoferraio, città imperiale per eccellenza, e di passare qualche tempo sulla costa.
Lì incontra dei marinai che gli propongono di visitare l'isola di Montecristo. Giunto sul luogo, incontra Simbad il marinaio, uno degli alter ego di Edmond, e con lui passa una serata di svago, tra hashish e belle donne.
Reincontrato Albert a Roma gli racconta l'accaduto e incontra, nell'albergo in cui entrambi soggiornano, il Conte di Montecristo. Franz rimarrà stregato e conquistato dalla sua personalità, soprattutto perché il Conte salva Albert dai banditi romani.

A Parigi continua le sue frequentazioni con l'alta società e cerca di conquistare le grazie di Valentine Villefort, che però rifiuta i suoi corteggiamenti perché è innamorata del giovane Maximilien. Franz sarà anche uno dei testimoni, insieme a Beuchamp, di Albert quando sfida il Conte di Montecristo a duello.

sabato 4 aprile 2015

Beauchamp

Perfettamente inserito nella società parigina, Beauchamp è redattore e amministratore del giornale L'impartial. Fa la sua comparsa sulla scena in qualità di amico di Albert de Morcerf. Le sue abilità retoriche e la tagliente penna di scrittore sono le principali qualità che gli permettono la frequentazione dell'alta società.
Autoritratto, di Edgar Degas
Immancabile nelle scene ambientate a Parigi, il giornalista assume un ruolo fondamentale nella parte finale del romanzo, quando decide di approfondire quanto successo a Giannina.
Conduce approfondite ricerche e dà all'amico Albert conferma dei misfatti del padre quando, anni prima, si è venduto al nemico: assicura infatti al ragazzo che avrebbe mantenuto il segreto. Nonostante tutto, suo è l'articolo che incrimina Mondego per gli errori commessi in Grecia. ed è anche uno dei testimoni che accompagna Albert al duello contro Montecristo. Dal suicidio di Fernand in avanti egli mostra quasi un lato cinico, anche quando assiste da spettatore al processo per l'affaire Benedetto, sempre pronto a cogliere qualche stralcio di giornale o a dare informazioni ai membri del suo circolo riguardo ai fatti più recenti.

lunedì 19 agosto 2013

Luigi Vampa

Bandito romano, funge da braccio destro di Montecristo in Italia poichè in debito con lui della vita di un suo aiutante. Misterioso ma romantico, la sua storia viene raccontata in quella che si può considerare una novella autonoma all'interno del romanzo.

Il fabbro, della Scuola Napoletana

Il bandito fa la sua comparsa a Roma, dove sembra agire da capo indiscusso in periferia, ma assolutamente sottomesso all'autorità papale in città - allora capitale dello stato pontificio. Una piccola parentesi sulla figura: sembra che Dumas si sia ispirato a Gasparone, un bandito abruzzese; l'uomo sembra comunque colto e amante della cultura latina: il suo libro preferito è La guerra gallica di Cesare. Piastrini racconta ad Albert la storia del bandito: Vampa si era da giovane invaghito della bella Teresa, pastorella che lo aveva ammaliato e sedotto. Quando il giovane decide di entrare nella banda di Cucumello, bandito della zona romana, gli viene rapita la ragazza e resa schiava dei piaceri di tutta la banda; infangato l'onore della donna, Vampa si vede costretto a renderla quasi una novizia Lucrezia e la uccide per preservarne l'onore.
Chiede aiuto al Conte, durante un incontro avvenuto di notte al Colosseo, perchè salvi la vita a Peppino, un pastore che ha fornito alla sua banda dei viveri - ma accusato di esserne parte. Al costo di uno dei suoi leggendari diamanti, il signore di Montecristo riesce a rendere salva la vita del malcapitato, guadagnandosi così la fiducia e la lealtà di Luigi Vampa. Subito il romano entra nel piano di Edmond: fa catturare durante la notte dei lumi Albert e lo tiene rinchiuso nelle grotte fuori città. Solamente all'arrivo del Conte verrà liberato - garantendogli così un aggancio per entrare nella società parigina. Verso la fine del romanzo il brigante aiuta di nuovo Montecristo: rapisce Danglars e lo tiene rinchiuso finchè non ha l'ultimo colloquio con Edmond Dantes.

venerdì 16 agosto 2013

Lucien Debray

Amante della signora Danglars, è colui che accompagna la donna anche alle serate mondane, come agli spettacoli all'opera o le cene importanti. Non è facile capire il rapporto che ha con Danglars, sebbene sia chiaro che ne abbia preso il posto nel cuore di sua moglie.

Autoritratto, di Peter Francis Bourgeois

Da subito si capisce che l'uomo è meglio inserito nel clima familiare dei Danglars rispetto a Danglars stesso: lo stesso cane della baronessa si rivolge lui molto più dolce e rispettoso. Da subito marito e amante si incontrano e riconoscono l'uno il ruolo dell'altro, l'uno affettivo e l'altro - per così dire - istituzionale. Viene coinvolto dalla signora di casa nella bancarotta che incombe sulla banca; poichè infatti la donna sperpera il denaro di famiglia, è costretta a chiederli all'amante per restituirli.
Amico di Franz d'Epinay, è colui che ne organizza il ritorno a Parigi per il matrimonio con la giovane Valentine Villefort. Quando però scoppia lo scandalo sul figlio illegittimo di Villefort e la signora Danglars, l'uomo decide di sostenere la baronessa, ma questa lo respinge per riuscire a nascondere l'accaduto grazie alle influenze dell'ex procuratore del re. É Debray però a consigliare la donna quando Danglars se ne va da Parigi, è lui l'unico che rimane al fianco della donna quando Eugénie se ne va. Alla fine, quando fuggono, acquista la casa che Mercedes e Albert lasciano e si garantisce così una rendita abbastanza sostanziosa.

Eugénie Danglars

Figlia dai coniugi Danglars, questa ragazza costituisce un personaggio atipico del romanzo; non una tradizionale dama della società cittadina, bensì un'anima ribelle che si rivelerà alla fine una sorpresa per il lettore.

Ritratto della contessa di Cambaceres, di Adolphe William Bouguereau

Schiva e sicura di sè - come la madre - Eugénie è una ragazza molto particolare, di una bellezza strana e affascinante. Ci viene presentata come la fidanzata di Albert de Morcerf, sebbene si intuisce quasi subito che la famiglia di lei non vede di buon occhio questa possibile unione. In particolare lei stessa sembra rigettare Albert e tutti gli uomini in genere, e preferisce alla vita mondana la musica. La signorina Danglars si diletta infatti nell'arte del canto, seguita in questa attività dalla sua insegnante e confidente Louise d'Armilly.
Ben presto il padre le propone, al posto dell'ormai screditato Morcerf, il figlio del maggiore Cavalcanti, Andrea (in realtà Benedetto); lei però continua a fare la timida e a rifiutare incontri seri e formali con l'uomo, che è evidentemente innamorato di lei. Dopo però l'arrivo dell'affaire Benedetto, la ragazza decide di fingere - insieme alla sua compagna Louise - di fuggire insieme al ragazzo verso l'Italia; quando però lui viene sequestrato dai gendarmi, le due donne decidono di travestirsi da uomo e vivere felici in Italia.

martedì 6 agosto 2013

Albert de Morcerf

Figlio dei signori Morcerf (Fernand e Mercedes), é coli che consente l´entrata in societá di Montecristo a Parigi. Si era infatti giá incontrato con lui in Italia, a Roma, per il carnevale.

Ritratto di Giovane, di Giorgione

Il primo incontro tra il giovane Albert e Montecristo avviene a Roma. Dopo aver viaggiato insieme a Franz d´Epinay per tutta Italia, decidono di andare nella capitale dello Stato Pontificio per assistere al celeberrimo Carnevale di Roma. Per evitare problemi di alloggio, prenotano una camera presso l´oste Pastrini. In difficoltá a trovare un luogo da cui godersi le sfilate, ai giovani viene offerto di usufruire delle due finestre in palazzo Ruspoli del Conte di Montecristo. Un po´incerti, fanno la conoscenza del personaggio, che con loro si comporta in modo molto gentile.

"'In veritá, signor conte - disse Albert, - non vorremmo abusare...'
'Niente affatto, al contrario, mi fate un grande piacere, mi ricambierete tutto questo un giorno a Parigi, l´uno o l´altro o forse entrambi. [...]'"

E cosí in effetti fará. Poiché infatti Albert viene catturato dal temibile Luigi Vampa, durante il carnevale, sará proprio Montecristo a liberarlo, giacché ha salvato uno degli scagnozzi del brigante. Giunto a Parigi, il Conte viene presentato presso la societá proprio da Albert, impaziente di presentare ai genitori colui che lo ha salvato in Italia.
Innamorato della figlia di Danglars, ma non ricambiato, scatenerá involontariamente la fine del padre; il barone non volendo l´unione fará giungere a Parigi la veritá sulla guerra in Grecia e il tradimento di Morcerf. A Parigi incontra anche Haydée, prima che lo scandalo di Giannina arrivi in cittá, e rimane sconvolto quando scopre che la greca parlava di suo padre come dell´uomo che le ha rovinato l´infanzia. Proprio a causa dello scandalo, si vede costretto a pulire la vergogna calata sulla famiglia sfidando il Conte di Montecristo, dopo aver scoperto che era lui la fonte dei suoi mali, ma la lotta nemmeno si tiene: egli viene a sapere da Mercedes quanto accaduto ad Edmond Dantes e ritira la sfida poiché d´accordo con la sua condotta. Forte ormai la sua rottura con il padre, Albert lascia Parigi insieme alla madre, proprio nel momento in cui Fernand si suicida.

lunedì 29 luglio 2013

Mercedes

Il romanzo si apre con il ritorno a casa di Edmond innamorato, che chiede alla fidanzata Mercedes di sposarlo in nome dell´amore che da sempre li unisce. L´amore della donna nei confronti di Dantes non sembra essere cessato neanche 14 anni dopo, quando si ritrovano faccia a faccia a parlare dei piani di vendetta di Montecristo. Ma qual é la veritá su Mercedes la Catalana?


Francisca Sabasa y Garcia, di Francisco Goya

Mercedes la Catalana

Leggendo la descrizione che Dumas fa della ragazza, nel terzo capitolo del romanzo, si ha l´impressione di una ragazza tenera e dolce, in attesa:

"Una bella ragazza dai capelli corvini, dagli occhi vellutati di gazzella, era in piedi, appoggiata a un tramezzo; [...] le sue braccia nude fino al gomito, braccia brune che sembravano modellate su quelle della Venere di Arles, fremevano con impazienza febbrile, mentre batteva il suolo con il piede agile e arcuato, in modo che si intravedeva la forma pura, fiera e ardita della gamba, fasciata da una calza di colore rosso a rombi grigi e blu."

In effetti Mercedes sta aspettando notizie del suo amato Edmond, che da quattro mesi era partito per il mare, mentre al suo fianco sede Fernand, il suo spasimante catalano - suo cugino, tra l´altro - che tenta a tutti i costi di ottenere il benestare al matrimonio.
Nei pochi tratti di questa parte iniziale in cui si parla di Mercedes, la si vede sempre emozionata: per l´imminente matrimonio, per l´imprigionamento di Dantes o per la nostalgia del suo promesso fidanzato. Sino alla morte del vecchio Dantes, gli rimane vicino e lo accudisce, prendendo parte ai funerali come fosse davvero sua parente. Dopo aver perso ogni speranza riguardo il ritorno di Edmond, Mercedes accoglie con particolare affetto Fernand, di ritorno dalla guerra in Grecia, e cede finalmente alle sue proposte. 

  "'Il vecchio morí, come vi ho detto: se fosse vissuto, forse Mercedes non sarebbe mai diventata la moglie di un altro, perché ci sarebbe stato lui a rimproverarle la sua infedeltá. Fernand l´aveva capito, e ritornó solo quando seppe che il vecchio era morto. E questa volta era tenente. La prima volta non disse a Mercedes una sola parola; la seconda le ricordó che lui l´amava. Mercedes gli chiese ancora sei mesi per aspettare e piangere Edmond'
'In tutto - disse l´abate con un sorriso amaro, - diciotto mesi. Cosa puó chiedere di piú l´amante piú adorato?'"

E cosí scopriamo che Mercedes é diventata la moglie di Fernand, nonostante il forte sentimento nei confronti di Dantes.

La signora Morcerf

Divenuta la moglie del tenente Morcerf, la donna diventa una delle signore piú in vista di Parigi. Il figlio Albert é un giovane abile e forte, come si addice ad un prestante uomo della societá parigina. Quando il Conte arriva a Parigi, sembra che ella lo riconosca, come se ancora ricordasse lo sguardo dell´amato Marsigliese. Quando arriva per Edmond il momento di vendicarsi di Fernand, Mercedes e il conte hanno una lunga discussione, poiché sta per verificarsi un duello tra Montecristo e Albert. Qui i due parlano chiaramente del loro passato e scopriamo, oltre al fatto che il suo amore é rimasto intatto, anche un nuovo lato della catalana: la maternitá.

"´'Perdonate, Edmond - disse, - fatelo per me, che ancora vi amo! [...] Vendicatevi, Edmond! - gridó la povera madre, - ma vendicatevi sui colpevoli; vendicatevi su di lui, vendicatevi su di me, ma non su mio figlio!'
'É scritto nel Libro sacro - rispose Montecristo, - "Le colpe dei padri ricadranno sui figli fino alla terza e alla quarta generazione". Poiché Dio ha dettato queste parole al suo profeta, perché sarei migliore di Dio?'

´Perché Dio ha il tempo e l´eternitá, due cose che sfuggono agli uomini.'"

Pur provando un forte sentimento nei confronti di Dantes, Mercedes non puó piú rinunciare al suo ruolo di madre. Questo dialogo influenzerá lo svolgersi del piano del Conte, che risparmierá ovviamente la vita ad Albert. Per quanto riguarda invece Mercedes, Montecristo le lascerá la casa del padre, dismessa e in rovina, quando la sua reputazione a Parigi sará ormai rovinata a causa del passato del marito. Ed é cosí che Dumas la lascia, a Marsiglia.